Il 23 maggio 2025 si è spento a Parigi, all’età di 81 anni, Sebastião Salgado, considerato uno dei più influenti fotografi documentaristi del nostro tempo. La conferma è arrivata dall’Académie des Beaux-Arts e dall’Instituto Terra, fondato da Salgado insieme alla moglie Lélia Wanick Salgado. Con lui se ne va una figura chiave della fotografia mondiale, capace di trasformare l’immagine in testimonianza e denuncia sociale.
Dall’economia alla fotografia: un percorso umano e visivo
Originario di Aimorés, in Brasile, dove nacque nel 1944, Salgado intraprese inizialmente la carriera di economista. Fu solo negli anni ’70, dopo essersi trasferito a Parigi, che scoprì la fotografia, trasformandola presto nella sua voce per raccontare il mondo. La sua missione era chiara: restituire dignità a chi spesso non ha voce.
Un archivio umano in bianco e nero
Progetti come Workers, Exodus, Genesis e Amazonia hanno fatto il giro del mondo, raccontando le condizioni di lavoro, le migrazioni, la crisi ambientale e la bellezza incontaminata del pianeta. Il suo bianco e nero potente, poetico e intenso, ha immortalato volti e paesaggi con un senso profondo di rispetto e umanità.
L’impegno per la Terra
Salgado non è stato solo un fotografo. Insieme a Lélia, ha creato l’Instituto Terra, un’organizzazione che ha contribuito al recupero della foresta atlantica brasiliana, avviando progetti di riforestazione che sono diventati un modello globale di sostenibilità. Il suo impegno per l’ambiente era il prolungamento naturale della sua visione fotografica: proteggere ciò che rende il nostro pianeta vivo e umano.
Un’eredità che resta
La vita e il lavoro di Salgado sono stati al centro del film Il sale della terra (2014), diretto da Wim Wenders e dal figlio Juliano Ribeiro Salgado. Il documentario ha offerto uno sguardo intimo e commovente sulla sua opera, ricevendo numerosi premi e candidature, tra cui quella agli Oscar.
Con la sua morte, il mondo perde una voce unica, ma la sua eredità resta viva nelle sue immagini, capaci ancora oggi di scuotere le coscienze e di ricordarci cosa significa essere parte di una stessa umanità.
“La fotografia è il linguaggio più universale che abbiamo. Non ha bisogno di traduzione.” — Sebastião Salgado
Per conoscere meglio la sua opera e sostenere il suo impegno ambientale: www.institutoterra.org